"Apri gli occhi!". Come uno che ormai ne é sicuro, e quasi si meraviglia della diffusa indifferenza, Renato chiede (si chiede) un po’ meravigliato "ma non senti crescere un canto? …" e invita a "vedere" la moltitudine degli "amici che ci vengono incontro" quasi per abbracciarci. Il "canto che cresce" e che Renato Zero ci invita a "sentire" è il forte legame di amore, di ogni amore, che vince "oltre il tempo". Solo i sentimenti buoni dell’anima sono "unica verità". Per noi scintille divine, "stelle che cadono in mare", "ogni sera è preludio dell’eternità". Siamo noi "le note più belle del mondo!". La umana musica a cui fare ritorno, il nostro mare, non è una eternità anonima o tenebrosa. E’ la compagnia di "mille voci", è "un fuoco, una casa", "un abbraccio". Quanta speranza e accorata tenerezza nella voce e nelle note e nei pensieri di questo Uomo Artista! Nel lento incedere della melodia, forse metafora della vita che va, quanta serena, pacata sicurezza sul Senso ultimo raggiunto in pienezza, ora che finalmente "ogni paura è lontana dagli errori dell’umanità" e noi "siamo pura luce ormai". Grazie, Renato, per averci introdotto nel mondo della pura luce, per averci svelato quell’abbraccio così atteso di comprensione e di perdono, per averci indicato la mano che tutti riconosceremo. I nostri cuori, non più "in tempesta perché sfidati dalla morte", ritrovano pace, alla pura luce di quegli orizzonti che trascendono il tempo.
PURA LUCE (ascolta) Ma non senti crescere un canto con le note più belle del mondo sono gli amici persi nel vento che ci vengono incontro... oltre il tempo l’amore ha vinto il segreto è nell’anima accanto per questa notte oltre la vita per ogni lacrima che scenderà un abbraccio ci perdonerà quante stelle cadono in mare padri figli in un solo colore ogni paura ora è lontana dagli errori dell’umanità apri gli occhi siamo pura luce ormai mille voci un fuoco una casa non tardare non tradire l’attesa che io ti aspetto come ogni sera per parlarti dell’eternità apri gli occhi sei la sola verità ormai cuori in tempesta la morte ci sfida la tua mano riconoscerò di seguirti non mi stancherò... io no