I99 Posse sono una band di nicchia, ma ben conosciuta agli addetti ai lavori … . La rabbia di questa canzone la ritroviamo anche in altri loro brani celebri, che avremo occasione di analizzare; si parla di Dio, di un dio che non vive nel cielo, non è lontano dagli uomini, ma è nella pancia, nel fosso della vita di tutti i giorni; è un dio che non rassicura, come certi preti che sorridono tranquilli di fronte alla distruzione della dignità delle persone; insomma, non è il Dio della religione, con la struttura e la sovrastruttura che la sostiene e la alimenta … è piuttosto la rabbia della vita di tutti i giorni, abbandonata a se stessa, tutt'al più intimorita da "è peccato, è peccato" … . E' un pugno nello stomaco, una doccia fredda, ma serve, altroché se serve … .
TU LO CHIAMI DIO (ascolta) Tu lo chiami dio ma io non lo conosco nunn'è n'amico d'o mio e lo trovo un po' losco dio deve essere importante perché in lui è concentrato il senso sacro dell'impero creato dio deve essere importante ma attenzione attenzione non parlerò di dio con chi sostiene una religione tu lo chiami dio ma io non lo conosco vive in cielo il tuo dio e noi siamo in un fosso il mio dio non giustifica le contraddizioni lui si schiera e combatte, non rimanda al domani lui non deve incarnare le mie aspirazioni lui mangia con me procediamo a tentoni
Ho visto troppo persone morire soltanto in nome de padrie et filio et spirito santo mille generazioni martoriate dal dubbio torturate con calcolo è peccato è peccato ho visto donne combattere battaglie inumane violentate nell'intimo e chiamate puttane mille generazioni martoriate dal dubbio torturate con calcolo è peccato è peccato ho visto vite distrutte nel sorriso di un prete calmo e rassicurante nel parlarmi di fede mille generazioni è peccato è peccato e lui calmo sorride nel chiostro maiolicato
Tu lo chiamo dio ma io non lo conosco la mia spiritualità non si esprime nel culto il mio dio non vive in cielo non sa neanche volare se ho bisogno di lui non lo devo pregare non divide le acque non moltiplica i pani il mio dio è la mia pancia e muove lei le mani