(dall’album Fisiognomica 1988) Questa è forse una delle canzoni più conosciute del cantautore siciliano, una delle più amate e utilizzate per riflessioni, momenti di preghiera, meditazioni personali … . La ricerca dell'Uno al di sopra del bene e del male, nasce anche solo dalla curiosità di comprendere se stessi, dal bisogno di quelle "meccaniche divine" che ci imprigionano e ci rapiscono in modo "mistico e sensuale" allo stesso tempo; non è ancora tempo di abbandonare le passioni materiali, ma questo tempo così pessimista e senza dignità ci deve spingere almeno ad essere migliori, ad incarnare quell’immagine divina della quale siamo stati creati e che deve tornare ad uniformare, maestosa ed elegante, le nostre azioni e i nostri comportamenti. È una canzone struggente e malinconica, che ci insegna a non combattere ma ad abbandonarci; Lui ci ama e non ci lascerà mai.
E TI VENGO A CERCARE E ti vengo a cercare anche solo per vederti o parlare perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza. Questo sentimento popolare nasce da meccaniche divine un rapimento mistico e sensuale mi imprigiona a te. Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri non accontentarmi di piccole gioie quotidiane fare come un eremita che rinuncia a sé. E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare perché mi piace ciò che pensi e che dici perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine saturo di parassiti senza dignità mi spinge solo ad essere migliore con più volontà. Emanciparmi dall'incubo delle passioni cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male essere un'immagine divina di questa realtà. E ti vengo a cercare perché sto bene con te perché ho bisogno della tua presenza.