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Eugenio Montale - FORSE UN MATTINO

(1896-1961)
Una realtà senza illusioni 
La Poesia di Montale ha questa essenza: non si concede illusioni e non ne da. È completamente immersa nella realtà: diversamente da Ungaretti, il poeta non cerca una dimensione trascendente, non cerca Dio. Anche l'unico tentativo di un appuntamento nell'aldilà, l'accordo con la moglie stipulato prima che morisse, è destinato al fallimento, subito testimoniato nelle poesie pacatamente dolorose della serie Xenia.
Così ogni speranza, o fede, nella possibilità di uscire dal mondo è lasciata al lettore: il poeta si limita a mostrarne il male e il disordine, in apparenza privi di un responsabile a cui chiederne ragione.viaggio

   
   
 
Forse un mattino    
    Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
    arida, rivolgendomi vedrò compirsi il miracolo:
    il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
    di me, con un terrore di ubriaco.
    Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto 
    Alberi case colli per l’inganno consueto.
    Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
    Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
    da "Ossi di seppia" (1925)
    

 

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